La devozione leccese all'Addolorata è antichissima. Infatti, ben prima che la Congregazione Romana estendesse il culto dei Sette dolori della Vergine, esisteva in Lecce una piccola cappella della Madonna della Pietà, nella chiesa di S. Sebastiano, nei pressi della Cattedrale.
Il culto si diffuse maggiormente nel XVIII secolo, con un crescendo incredibile di devozione.
Il 15 settembre del 1709 presso Porta S. Biagio sorse una piccola chiesa, chiamata Oratorio della Vergine dei Sette Dolori, che era attaccata alla parrocchia della Madonna della Luce.
Nel 1725 i gesuiti leccesi costituirono all'interno del loro collegio la Congregazione della Vergine SS. dei Sette Dolori, ma con la soppressione degli ordini religiosi, fu proprio l'Arciconfraternita di Maria SS. Addolorata a garantire la continuità del culto.
L'Arciconfraternita di Maria SS. Addolorata, tuttora molto attiva, installata nella chiesa di Sant'Angelo del soppresso monastero degli agostiniani, nacque a Lecce nel 1828 non appena Francesco I, re delle Due Sicilie, concesse la riapertura della chiesa e stabilì la possibilità che i devoti confratelli potessero riunirsi nella menzionata chiesa.
Le regole dell'Arciconfraternita vennero approvate il 10 gennaio del 1831 e l'Arciconfraternita, che vide il coinvolgimento della cittadinanza leccese, particolarmente devota alla Vergine Addolorata, non ebbe alcun problema ad affiliarsi all'Arciconfraternita romana detta Compagnia dei Sette Dolori (approvata fin dal 1645) e legata ai Padri Serviti.
Tale Confraternita fu tanto attiva che nel 1852 ottenne che l'Addolorata venisse proclamata compatrona di Lecce.
- Testo tratto dal sito "https://www.portalecce.it".